Borgo Giustiniani prende il nome da un antico castello che fu distrutto nel settembre del 1404, per mano di Uguccione dè Contrari, al servizio di Nicolò d’Este in lotta contro i Veneziani. Ritrovamenti archeologici dimostrano che il territorio di San Martino era già colonizzato fin dall’epoca romana. La strada in pietra che attraversa il parco e lungo il quale si trovano due pilastri, era la via di comunicazione medievale fra Ferrara e Padova, mentre l’edificio del XVI secolo, in stile ferrarese, costituiva il punto di confine fra i territori Estensi e la Serenissima. Per questo motivo, presso i pilastri si era soliti pagare il dazio.

Nel 1852 Maria Venezze, figlia unica di Francesco Venezze, sposò un Giustiniani di origine veneziana, con proprietà a Padova e a Vanzo. La proprietà di Maria Venezze venne portata in dote fuori dalla famiglia e per quasi 100 anni lasciata ad affittuari e amministratori. Alla morte di Maria, il palazzo di Rovigo fu da lei donato al Comune, per ospitarvi il Conservatorio di musica.

La grande azienda agricola di Ca’ Venezze tornò alla famiglia Giustiniani nel 1968; a nostro nonno Girolamo Giustiniani. Nel 1979, alla morte di “nonno Girmo”, la proprietà del “Borgo” toccò in parte a mio madre Pio ed a mia zia Maria detta “Mimma”.

Nell’aprile del 1985 lo zio Mario, marito di zia Mimma, decide di iniziare il restauro dei fabbricati al centro dell’azienda agricola di Cà Venezze insieme a mio padre Pio (vedi foto in bianco e nero), e di accogliere turisti provenienti da tutto il mondo.

Lo zio Mario svolge grandi ricerche storiche sul posto risalendo al mito degli “Argonauti e del vello d’oro” e alla vicenda dell’imperatore romano Nerone, che per impossessarsi delle sue aziende agricole in questa zona d’Italia, uccise la madre Agrippina. Nel 1994/1995 vengono piantati 14.000 alberi intorno agli edifici.

Nel 1995 passano a miglior vita nostro padre, il 9 febbraio, e lo zio Mario a settembre.

Nel 1998 zia Mimma avvia l’attività agrituristica.

Nel 2005 la zia ci chiede di completare il restauro di 3 case, poiché la domanda è tale che non ha abbastanza posto per tutte le richieste e cosi nel 2006 abbiamo terminato il recupero delle tre case MELO, PERO e MORA che la zia ha gestito con passione, come il resto del complesso.

In questi 10 anni di gestione di zia Mimma, oltre 500 famiglie sono state ospitate nei nostri appartamenti Melo, Pero e Mora. La zia purtroppo è mancata il 25 settembre 2014, e per garantire lo standard di accoglienza da lei imposto nei suoi quasi 20 anni di esperienza, abbiamo deciso di gestire direttamente la nostra proprietà, con la passione e lo spirito che ci ha trasmesso.

Lodovico, Alvise e Filippo Giustiniani

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